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Foulard in seta stampati a ecoprint stesi su una scala di legno, fra le ortensie del giardino dell'atelier di Arco
Atelier · Arco
Cura · Colori vegetali

Come si lava una seta tinta con colori vegetali.

Una seta tinta con foglie e radici non è una seta fragile: è una seta viva. Il colore sta dentro la fibra, non appoggiato sopra, e teme tre cose sole — il sole diretto, l'acqua calda e i detersivi che sbiancano. Tutto il resto è più semplice di quel che sembra.

Sete tinte con colori vegetali stese in piano ad asciugare all'ombra nel giardino dell'atelier di Arco
Il lavaggio

Sei gesti, sempre gli stessi.

  1. 01

    Acqua fredda, mai calda.

    Si lava a mano, in acqua fredda o appena tiepida: sopra i trenta gradi il colore vegetale comincia a cedere e la seta perde la sua tensione. Una bacinella, cinque minuti, niente ammollo lungo.

  2. 02

    Sapone neutro, due gocce.

    Sapone di Marsiglia puro o un detergente per lana e seta senza enzimi, senza sbiancanti e senza profumi forti. Due gocce bastano per un foulard: il troppo sapone è il modo più rapido per spegnere un colore.

  3. 03

    Non si strofina.

    Si immerge, si muove piano con le mani per un minuto, si risciacqua in acqua fredda finché l'acqua torna chiara. Nessuno sfregamento, nessuna spazzola: l'ecoprint è un disegno appoggiato sulla trama, e lo sfregamento lo consuma.

  4. 04

    Non si torce.

    Si preme fra due teli di cotone bianco per togliere l'acqua, come si fa con un maglione di cachemire. Mai strizzare, mai centrifugare: la seta bagnata si segna, e la piega resta.

  5. 05

    All'ombra, in piano.

    Si stende in piano su un telo asciutto, all'ombra e con aria che passa. Il sole diretto è l'unica cosa che spegne davvero una tintura vegetale: due pomeriggi d'estate su un balcone valgono dieci lavaggi.

  6. 06

    Ferro a vapore basso.

    Si stira dal rovescio, quando è ancora appena umida, a vapore basso. Il calore forte sulla seta tinta ingiallisce il fondo chiaro: meglio due passaggi leggeri che uno pesante.

Cosa la fa sbiadire

Tre nemici, e nessun altro.

Il sole diretto

Vira il giallo, schiarisce l'indaco, ingrigisce i bruni. Una seta tinta si conserva piegata in un cassetto o appesa al buio, non su una sedia davanti alla finestra.

L'acqua calda

Lavatrice, termosifone, asciugatrice: tutto ciò che scalda apre la fibra e lascia uscire il pigmento. Nessun capo tinto a mano entra in lavatrice, nemmeno col programma delicato.

I detersivi che sbiancano

Enzimi, percarbonato, candeggina, smacchiatori a ossigeno: sono fatti per togliere il colore, e lo fanno bene anche col nostro. Vale anche per i detersivi «bianco splendente».

Le macchie

Subito, con acqua fredda.

Si tampona dal rovescio con un telo di cotone bianco bagnato d'acqua fredda, dal bordo della macchia verso il centro. Mai strofinare e mai usare smacchiatori: sulla tintura vegetale lasciano un'aureola chiara che non torna più.

Per vino, olio e trucco scriveteci prima di provare qualcosa: in atelier abbiamo rimediato a quasi tutto, e spesso si risolve con una ritintura parziale che non si vede.

I cappotti

Non si lavano: si spazzolano.

Lana, cachemire e alpaca vanno spazzolati nel verso del pelo e fatti riposare una notte all'aria, appesi su una gruccia larga. Basta questo, per una stagione intera.

Se serve, il lavaggio è a secco e delicato: chiedete il solvente a base di idrocarburi, non il percloroetilene, che sulla fodera tinta con le piante toglie tono. La fodera, se si macchia, la ricuciamo noi.

Se qualcosa va storto

I nostri capi si riparano.

Un orlo che cede, un bottone perso, un colore che ha preso il sole: scriveteci. Abbiamo cucito ogni pezzo uno per uno e sappiamo dove intervenire. Le riparazioni piccole sono sempre comprese.

Scriveteci
Continua

Come durano.

Ogni fibra invecchia a modo suo: il lino si ammorbidisce, la canapa si schiarisce, la lana si infeltrisce appena e diventa più calda.

Le dodici fibre Come nascono i colori